Importante recente successo dello Studio Legale Silenzi & Partners

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Tribunale Firenze, 15 Gennaio 2019
marzo 22, 2019

Importante recente successo dello Studio Legale Silenzi & Partners

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Accolta l’opposizione al decreto ingiuntivo patrocinata dallo Studio Legale Silenzi & Partners; revocato un decreto ingiuntivo per € 250.000,00 emesso in favore di un primario Istituto di Credito nei confronti di una società di capitali nel frattempo fallita e dei fideiussori che avevano firmato fideiussioni omnibus a garanzia dei rapporti di conto corrente e dei conti anticipi della società.
La sedicesima sezione del Tribunale di Roma (ex terza sezione civile), revoca il decreto ingiuntivo e dichiara che nulla devono gli opponenti per il titolo dedotto in giudizio.
Degno di rilievo il passaggio motivazionale sulla inefficacia della fideiussione quale contratto autonomo di garanzia, per avere l’Intermediario violato sistematicamente le regole di correttezza e buona fede nell’esecuzione del contratto circa la determinazione ed applicazione del costo effettivo applicato agli impugnati rapporti, in modo superiore a quello originariamente pattuito.
“Tanto la giurisprudenza di legittimità che di merito hanno più volte rimarcato che la fideiussione può assumere validità solo se è diretta a garantire operazioni poste in essere nell’esercizio normale dell’attività bancaria; alla astratta validità del negozio fideiussorio, corrisponde infatti l’obbligo della banca di comportarsi secondo buona fede nell’esecuzione del contratto, con la conseguenza dell’esclusione dall’ambito di operatività della garanzia di tutte quelle operazioni che discendano, come nel caso di specie, da una applicazione anomala e fraudolenta dell’attività creditizia e che secondo la Giurisprudenza, infatti, la violazione del canone di buona fede nell’esecuzione della clausola in esame comporta non solo la inefficacia ma anche la liberazione del garante ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 1956 c.c ……omissis……... Il fideiussore per una obbligazione futura è liberato se il creditore, senza speciale autorizzazione del fideiussore, ha fatto credito al terzo, pur conoscendo che le condizioni patrimoniali di questo erano divenute tali da rendere notevolmente più difficile il soddisfacimento del credito.”

Tribunale Civile di Roma, sezione 16, sentenza n. 21738/2019 pubblicata il 12/11/2019